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sabato 18 dicembre 2010

Religioni: Thir, il culto dei Draghi Progenitori

Come tutti sanno, gli scritti ed i testi sacri più antichi riportano che l’universo ha avuto origine dalla volontà e dal potere dei Draghi Progenitori: la dorata Siberys fonte della magia, la gentile Eberron sorgente della vita e la crudele Khyber custode del potere delle tenebre.
Tre draghi progenitori.
Tre potenze primordiali.
Tre forze cosmiche definite e contrapposte.

Tre, che in draconico è “Thir”.

Ed è per questo che il Thir è il culto più antico che sia mai stato celebrato. È la venerazione dell’“essenza cosmica” nella sua triplice forma: il bene, il male e la neutralità; il caos, la legge e l’equilibrio; il sopra, il sotto ed il mezzo.
Essendo così antico e primordiale, è praticamente sconosciuto alle razze giovani di Eberron. Tranne rarissime eccezioni, solo i draghi rivolgono al Thir le loro preghiere.
Tutti i draghi vengono iniziati fin da cuccioli alla conoscenza dell’origine di ogni cosa. Nel continente dell’Argonnessen, dove la cultura draconica affonda le radici nel mito, gli anziani insegnano ai più giovani a riconoscere il Thir nella forza degli elementi, nelle forme della magia e nel potere dell’oscurità.
Con il trascorrere dei millenni il culto del Thir ha subito delle evoluzioni. Motore di questa evoluzione fu la convinzione di molti che il Thir fosse più una filosofia che una fede. Con il trasorrere delle ere questa visione ha fatto si che solo i draghi più saggi ed anziani oggi rivolgono le proprie preghiere all’antico culto nella sua forma originale.
Alcuni di questi saggi dragoni hanno cercato di dare una spiegazione a riguardo, ma senza soluzione. Condividiamo infatti la visione dell’antica Nymbryxion (drago d’argento femmina grande dragone) che ha liquidato la questione con un lapidario: “Se sei sordo, è da stupidi affermare che intorno a te c’è solo silenzio. Ma è inutile parlarne, perché tanto non mi udirai.”.
Altri credono invece che i draghi abbiano smesso di adorare il Thir semplicemente perché interpretano la storia in modo letterale e sono convinti che Siberys sia morta e che Eberron e Khyber siano forze troppo grandi perché sappiano ascoltare la preghiera di un singolo drago.
Il culto viene servito oggi in altre forme, infatti quei pochi che ancora seguono la dottrina di Eberron abbracciano il druidismo, mentre si sa che alcuni degli Occhi di Chronepsis sono discepoli di Siberys. Di cultisti del Drago Sotterraneo non se ne ha traccia, ma di certo se esistessero rimarrebbero celati nell’ombra perché considerati infami traditori servitori della madre di tutti gli immondi.
Continuando a muoverci nella spirale infinita del tempo osserviamo come il Thir ha continuato ad evolvere. Alcuni draghi riconoscono nelle costellazioni i più antichi servitori del Thir: Io, Aasterinian, Astilabor, Bahamut, Chronepsis, Falazure, Garyx, Hlal, Lendys, Tamara e Tiamat. Questi mitologici esseri, la cui testimonianze sono andate in grandissima parte perdute, sono gli Dei Dragoni. Ad eccezione di Tiamat, questi wyrm vissero ed ascesero in cielo prima dell’Era dei Demoni ed ora dimorano oltre le lune ed i tredici piani del cosmo. Le loro regge sono irraggiungibili e non esiste una magia tanto potente da permettere un viaggio che giunga fino ai loro reami. Ma in aderenza con gli assiomi del Thir, gli Dei Dragoni osservano il mondo dai loro reami remoti ed ispirano le gesta dei draghi che li venerano. Non si ha traccia di creature non draconiche che abbiano ricevuto i favori degli Dei Dragoni, considerate per l’appunto “inferiori”.



Bahamut e gli altri Dei Dragoni osservano il mondo dai loro reami irraggiungibili

Sempre seguendo l’evoluzione del mondo, il Thir ci presenta ancora un’altra forma: i Sovrani. Il culto dei Sovrani, rappresentati dai quindici dei della Schiera Sovrana e dei Sei Oscuri, è il culto più diffuso tra i draghi, oltre che tra le altre creature. I grandi sacerdoti draconici affermano che chi incarna i propri ideali in vita, ascenderà a Sovrano dopo la morte. Gli scritti più antichi riportano che grazie alla fede instillata ai propri discepoli, che a loro volta diffusero i precetti anche tra le creature delle razze inferiori, gli spiriti dei Sovrani furono prelevati da Dolurrh e condotti ai reami degli Dei Dragoni dove scranni vuoti li attendevano.
La dottrina del Thir riporta che solo quindici sono i troni divini costituiti, ma alcuni draghi sono convinti che questo non sia la giusta interpretazione e che sia ancora possibile ascendere come Sovrano, cosa di cui è certo ad esempio Rhashaak (drago nero mezzo-immondo NM) custode di Haka’torvhak.
Ad ogni modo è interessante confrontare i miti di ascensione dei Sovrani e le leggende umanoidi della Schiera Sovrana e dei Sei Oscuri. Innanzitutto è fondamentale sapere che i draghi non separano i Sovrani in due schiere contrapposte ma li considerano un unico pantheon. Dulazurak (noto agli umani come Il Simulacro) è per i chierici comuni l’archetipo del traditore e del disonore, mentre per i draghi ha semplicemente scelto un’altra via per l’ascensione. Ciò che le razze inferiori non comprendono è che è limitante avere una visione del mondo discernendo nettamente bene, male o neutralità.

Ma un ultimo grande mistero avvolge il Thir: la Profezia Draconica.
La dottrina ci insegna che l’universo è stato creato dai Draghi Progenitori. La Profezia Draconica è quindi la manifestazione della loro volontà nonché il loro progetto di creazione. Essa è turbinante e quasi incomprensibile perché Eberron e Khyber hanno visioni contrapposte del futuro del cosmo. Ma è anche vero che i testi sacri definiscono la Profezia un “ritrovamento”, ed è per questo che alcuni credono nella venuta dei nuovi Progenitori.
Questi saranno scelti tra i più potenti Dei Dragoni e di conseguenza i più grandi tra i Sovrani diverranno nuovi Dei Dragoni nel prossimo universo. Questa corrente teologica definisce il Thir come il Ciclo Perpetuo della Creazione. Quindi una nuova profezia nascerà da quella attuale, ed il suo compimento è nelle mani dei draghi.
Ovviamente questa visione viene definita arrogante ed è fortemente contrastata dai teologi di tutte le altre razze.

Concludiamo con il primo precetto draconico insegnato ai giovani draghi dagli anziani: “Il Thir è il mistero che ci ha generati, è la vita che ci accompagna ed è il futuro che ci attende.”
Il Thir è il trittico perfetto.
La perfezione presente in ogni cosa che manifesta il suo potere in almeno una delle tre forme.
Il Thir è la fede universale.

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